Dietro lo scatto: cuccioli al Masai Mara

 

Simon, la nostra guida keniota, aveva ricevuto l’informazione di una nuova tana di leopardo in una zona remota della riserva. I leopardi sono animali piuttosto elusivi ed è molto difficile fotografarne i cuccioli, a differenza di quanto avviene per leoni e ghepardi, le cui foto impazzano sul web. I genitori tengono la prole in tane nascoste al più a lungo possibile, dalle quali si allontanano solo di notte, per cacciare.

Canon Eos 5Dmk3, Canon EF 300 mm f.2,8 IS2 + EF 2X III – 1/500 mm f.5,6 ISO 800

 

Questa femmina, alla prima esperienza e piuttosto inesperta, ha permesso ai piccoli di uscire allo scoperto per circa un quarto d’ora. E dopo un’attesa di circa tre ore di attesa, abbiamo avuto la possibilità di effettuare una serie di scatti eccezionali. Purtroppo la tenerezza di questa immagine non lascia immaginare il tragico epilogo: tre giorni dopo le iene ne hanno sentito l’odore e  per i cuccioli non c’è stato scampo. Alla prossima figliata la giovane femmina sarà senz’altro più prudente.

Tecnicamente lo scatto non si presentava difficile: la distanza era di circa 20 metri e questo ha permesso di avere una buona prospettiva, senza schiacciare gli animali al suolo. Si è reso tuttavia necessario duplicare il 300 mm f.2,8 Canon per avere una inquadratura “piena”, e croppare leggermente l’immagine. Obiettivo appoggiato sul bean bag, 1/500 di secondo a diaframma 5,6 e 800 ISO

Il cielo nuvoloso si è rivelato prezioso, garantendo un’illuminazione morbida e diffusa. Non mi stancherò mai di ripetere che gli animali non vanno ripresi sotto il sole diretto, a meno che non si tratti dei primi o ultimi raggi della giornata.

Di seguito potete vedere un’altra immagine di questo splendido felino: un punto di ripresa basso conferisce alla scena profondità e realismo (sembra quasi che l’incontro sia avvenuto lungo il sentiero!)

Nell’immagine successiva, una femmina di leone recupera uno dei suoi 4 cuccioli, rimasto staccato durante una tappa di trasferimento. Una buona guida in questi casi è essenziale: Simon ha capito subito che la femmina sarebbe presto tornata sui suoi passi, una volta accortasi della mancanza di uno dei piccoli, è ha posizionato la jeep nella posizione più favorevole, permettendo una suggestiva ripresa frontale. Anche in questo caso l’obiettivo è stato duplicato, con un tempo di posa più rapido (1/1250) per bloccare il movimento e la messa a fuoco impostata su inseguimento (AI servo).

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