FOTOGRAFARE I COLIBRI’

 

In questo breve articolo vedremo alcuni scatti realizzati nel corso di un mio viaggio in Costarica. Fotografare i colibrì è abbastanza semplice, ma richiede una certa organizzazione.

Nel corso di un workshop fotografico vengono in genere predisposti appositi set di ripresa, con fiori collocati nelle posizioni più favorevoli tramite supporti snodabili (tipo i “magic clamp” di Manfrotto), a loro volta fissati ai rami o alle gambe di un treppiede. In questo modo si aumentano le occasioni di scatto e sono garantiti ottimi risultati senza lunghe attese.

Quando il set è pronto, i fiori vengono irrorati di acqua zuccherata, scatenando un frenetico andirivieni di colibrì di differenti specie.

In genere si lavora con la macchina su treppiede e lunghezze focali di 300-400 mm, messa a fuoco automatica o focheggiatura preventiva sul pistillo sul quale viene versata l’acqua zuccherata.

 

Osservando con attenzione il comportamento dei volatili è possibile individuare i posatoi naturali sui quali gli uccelli sostano in attesa di raggiungere il fiore per suggerne il nettare. Si possono così realizzare bellissime immagini statiche. che esaltano il dettaglio ed i colori del piumaggio.

 

Per effettuare buoni scatti comunque occorre scegliere uno sfondo uniforme e  naturale e privilegiare un’illuminazione non troppo contrastata, evitando assolutamente l’illuminazione solare diretta.

L’illuminazione che prediligo è quella naturale diffusa: l’ombra scoperta di un cielo nuvoloso o piovoso crea un’atmosfera avvolgente e morbida, che valorizza i colori e i dettagli dei soggetti. Teoricamente anche in una giornata soleggiata è possibile posizionare il “posatoio” o il “fiore” in una zona ombreggiata, ma si corre il rischio che lo sfondo sia comunque illuminato “a chiazze” dai raggi solari

 

In questa situazione – un pomeriggio piovoso ai margini della foresta –  la luce era scarsissima. Grazie alla stabilizzazione ed alla staticità del soggetto è stato possibile scattare a mano libera a 1/200 di secondo.

 

Questo scatto è stato realizzato con un tempo di posa relativamente lento, in modo che il leggero mosso delle ali rendesse la scena più dinamica.

Scattando senza flash la difficoltà principale risiede proprio nella necessità di rinunciare ai tempi di posa rapidissimi della luce lampo, gli unici che consentono di bloccare perfettamente il movimento delle ali (il flash può arrivare a 1/30.000 di sec.)

 

In questo caso, date le condizioni di scarsa luce, sarebbe stato necessario lavorare a 6400 ISO per poter scattare a 1/4000 e bloccare il movimento delle ali. Non volendo utilizzare il flash e volendo privilegiare la qualità dell’immagine (nessuna APS fornisce file “puliti” a una sensibilità così elevata) si può sempre approfittare dei momenti in cui il volo è “statico”: il colibrì è noto infatti per la sua capacità di rimanere fermo in aria e persino di volare all’indietro. Un tempo di 1/250 è bastato a garantire una sufficiente nitidezza sulla testa e, ancora una volta, il movimento delle ali conferisce dinamicità alla scena.

 

Se tuttavia si vuole “congelare” perfettamente il movimento, l’utilizzo del flash è indispensabile, come nell’immagine sopra. L’utilizzo di un tempo di scatto non troppo breve (1/250 sec.) ha garantito un certo contributo della luce ambiente, evitando che lo sfondo sprofondasse nel buio più totale. La rapidità del lampo d’altro lato ha consentito di bloccare il rapidissimo movimento delle ali.

 

Scattando in situazioni di luce mista e con tempi abbastanza lenti si corre a volte il rischio di generare le cosiddette “immagini fantasma”: il lampo rapidissimo blocca le ali, che però  proseguono nel loro movimento e vengono parzialmente “registrate” dal sensore durante l’esposizione per effetto del contributo dell’illuminazione naturale.

 

Con un po’ di pazienza si possono cogliere pose curiose

 

In questo caso  il colibrì è stato colto nell’atto della cattura di un insetto.

Immagini scattate con Canon Eos 5D mk2 e 7D mk2, Canon EF 100-400 mm f.4.5-5.6 ISL2 e Canon EF 300 mm f.2,8 ISL2

Per vedere più immagini dei colibrì e della fauna del Costarica, visualizza la galleria

 

 

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