Fotografare con lo smartphone:

vantaggi e svantaggi

 

Con i telefoni cellulari vengono scattate miliardi di immagini, ogni giorno. Questi dispositivi sono stati considerati fino a poco tempo fa semplici taccuini per appunti fotografici, in grado di immortalare e condividere sui social i ricordi del momento, ma senza alcuna pretesa di invasione nel campo della “fotografia seria”.

Gli enormi investimenti tecnologici compiuti dai giganti dell’informatica in questo settore, giustificati dall’ampiezza del mercato, hanno consentito in poco tempo uno strabiliante miglioramento della qualità, al punto che i modelli recenti possono ormai essere considerati macchine fotografiche a tutti gli effetti, in grado di produrre immagini perfettamente idonee al fotoritocco ed alla stampa anche di grandi dimensioni. Questo articolo passa in rassegna i vantaggi e gli svantaggi della fotografia praticata con lo smartphone.

 

VANTAGGI

 

  • E’ sempre con te 

Dal momento che non ti serve solo per scattare fotografie, uno smartphone è sempre nella tua tasca. E quando si materializzano le 3 condizioni essenziali per una buona fotografia – uno stato d’animo favorevole, una situazione interessante, la luce giusta – non correrai il rischio di rimpiangere la borsa fotografica rimasta nell’armadio di casa.

 

  • Non da nell’occhio

La gente è abituata all’utilizzo sfrenato dei cellulari, e tende a considerarli «non invasivi» della propria privacy.  A volte l’uso viene tollerato anche in luoghi dove di solito non è consentito scattare fotografie, proprio perchè i sorveglianti non lo associano ad un utilizzo professionale. L’approccio col soggetto è più friendly, e questo lo rende uno strumento formidabile nel ritratto ambientato e nella street photography.

 

  • Messa a fuoco molto efficiente

Dal momento che la messa a fuoco avviene direttamente sul sensore, da tempo gli smartphone hanno sviluppato la capacità di riconoscere forma e colore dei volti, che vengono rapidamente individuati per regolare messa a fuoco ed esposizione all’interno della scena, anche se il soggetto si trova decentrato. In qualsiasi situazione è comunque possibile toccare lo schermo per indirizzare la messa a fuoco dove si vuole.

 

  • Libera la mente dalle complicazioni tecniche

Lavorando in automatico, non dovrai più preoccuparti di regolare tempo, diaframma, bilanciamento del bianco, ISO, ecc., e avrai la possibilità di concentrarti solo su contenuto e composizione. L’intervento sui parametri di ripresa è comunque sempre possibile, attivando la modalità “pro” o “avanzata”.

 

  • Rende il fotografo meno pigro 

Essendo dotato in genere di una focale fissa (grandangolare), ti «costringerà» ad effettuare degli spostamenti per trovare l’inquadratura migliore, un po’ come facevano i maestri della fotografia del secolo scorso. Cambiare comodamente l’inquadratura con lo zoom, standosene fermi, significa infatti rinunciare al controllo della prospettiva.

  • E’ leggero e maneggevole

Se confrontiamo gli smartphone di ultima generazione con quelli di 10 anni fa, noteremo senz’altro un considerevole aumento delle dimensioni. Il peso si mantiene comunque sotto i 300 grammi e la forma piatta e allungata li rende perfettamente tascabili.

 

  • Ha un monitor grande leggibile da tutte le angolazioni

Gli attuali monitor, ampi e nitidissimi, sono di grande aiuto per inquadrare e rivedere le immagini ed i video. E rendono molto più semplici le operazioni di postproduzione “on the go”. In fase di ripresa, la visibilità rimane ottima anche osservandoli da posizione angolata, e questo consente di curare l’inquadratura anche da prospettive insolite.

  • Ha funzione macro

Buona parte dei modelli ha funzioni macro spinte. Questo consente riprese che richiederebbero attrezzature specifiche ingombranti e costose, nel caso delle reflex o delle mirrorless.

 

  • Ha funzione grandangolare spinta (ultimi modelli)

I recenti modelli I-phone, Samsung, Huawei, Xiaomi, per citarne solo alcuni, dispongono di ottiche aggiuntive (con relativo sensore) in grado di abbracciare angoli estremamente ampi. Parliamo di focali corrispondenti – per una reflex o mirrorless “full frame” – a costosi obiettivi da 12, 16 o 18 mm. Le inquadrature che si possono fare, di fronte a paesaggi grandiosi o all’interno di spazi angusti, sono strabilianti.

SVANTAGGI

  • Non brilla per velocità di scatto

Anche nei modelli più recenti è presente un ritardo significativo – dell’ordine di qualche decimo di secondo – che costringe ad anticipare lo scatto per poter cogliere il momento perfetto, in caso di azione dinamica. Questo handicap rende lo smartphone poco adatto ad immortalare le scene in movimento, in particolare nella fotografia sportiva.

  • L’obiettivo è a focale fissa (modelli meno recenti)

La mancanza di uno zoom ottico rende lo strumento poco pratico nelle situazioni in cui non è possibile spostarsi per modificare l’inquadratura, come nella fotografia di paesaggio. Potete ingrandire l’immagine con un semplice movimento delle dita sullo schermo, ma si tratterebbe di una zoomata digitale, che riduce la risoluzione e la qualità dell’immagine. Anche qui tuttavia le cose stanno cambiando: i modelli di punta delle varie case dispongono ormai di 3 o 4 obiettivi specifici che possono essere scelti di volta in volta: in genere un obiettivo macro, un grandangolare spinto, un grandangolare moderato e un teleobiettivo, seppure non spinto.

  • Ha un’autonomia limitata (modelli meno recenti)

Usando lo smartphone principalmente per fotografare, l’autonomia può ridursi a poche ore. E’ pertanto necessario disporre di un powerbank per la ricarica. Anche qui i dispositivi hanno fatto passi da gigante, con un’autonomia maggiore che in passato, nonostante l’assorbimento di monitor sempre più grandi e definiti. E la ricarica è oggi più veloce (può bastare fermarsi a bere un caffè per accumulare energia sufficiente a qualche ora aggiuntiva di lavoro).

  • Non consente la “messa a fuoco selettiva” (modelli meno recenti)

Se si escludono i modelli più recenti e sofisticati, gli smartphone continuano a produrre immagini perfettamente nitide dal primo piano allo sfondo, per effetto delle dimensioni limitate del sensore e dell’utilizzo conseguente di lunghezze focali molto più corte di quelle di una macchina tradizionale. La profondità di campo è infatti tanto più ampia quanto minore è la lunghezza focale utilizzata (per approfondire questo argomento clicca qui). Questa limitazione tecnica si traduce nell’impossibilità di ottenere le sfuocature tipiche che si riescono a generare con i sensori più grandi delle reflex o delle mirrorless. La messa a fuoco selettiva e le sfuocature sono uno strumento importantissimo per conferire volume e tridimensionalità ai nostri scatti. Ma ancora una volta l’elettronica delle ultime device viene in soccorso. In pratica impostando la funzione “portrait” il software genera una sfuocatura artificiale dello sfondo piuttosto precisa e realistica.

consigli per il ritratto ambientato - Photoprisma

 

  • Risultati scarsi con poca luce  (modelli meno recenti)

Gli smartphone sono dotati di sensori dalla superficie molto più piccola di quelli utilizzati nelle macchine fotografiche tradizionali. Minore è l’area che cattura la luce, maggiore è l’amplificazione elettronica del segnale necessaria per poter avere una corretta esposizione. Ne consegue che, in condizioni di scarsa luce, i risultati sono in genere largamente inferiori a quelli di una macchina fotografica “seria”. La scarsa tenuta agli alti ISO si traduce in una qualità accettabile solo per l’uso sui social o per la visione a monitor. Il rumore apparentemente non c’è, ma per toglierlo il software deve «impastare» i dettagli e i colori risultano alterati. Tuttavia, l’elettronica consente oggi cose inimmaginabili fino a poco tempo fa. L’immagine che segue è stata scattata con un Huawei P20 pro – impostato in modalità night mode – ed è il risultato di un’esposizione di 5 secondi a mano libera. Durante questo periodo la macchina non ha effettuato una sola esposizione ma una raffica di scatti che sono stati allineati e combinati tra loro dal software interno, producendo un’immagine pulitissima (colori fedeli e rumore limitato), pur conservando l’effetto di movimento del tram. Da notare che i partecipanti all’uscita, dotati di attrezzature convenzionali, hanno dovuto utilizzare il cavalletto per una sola lunga esposizione.

 

  • Ha limitata “gamma dinamica” (modelli meno recenti)

Un altro difetto dei sensori piccoli consiste nella loro limitata “gamma dinamica”. In pratica, minori sono le dimensioni del sensore, minore è l’intervallo di luminosità che questo è in grado di registrare, tra le zone più chiare e quelle più scure della scena. La limitata gamma dinamica rende difficile gestire situazioni ad elevato contrasto, causa spesso alte luci «bruciate» e limita le possibilità di intervento in post-produzione. La funzione HDR (High Dinamic Range) presente in un numero sempre maggiore di cellulari riduce il problema: impostata questa funzione la fotocamera effettua una raffica di scatti con esposizioni differenziate, allineandoli automaticamente e combinandoli in uno scatto solo.

  • Non dispone di teleobiettivo (modelli meno recenti)

Anche se gli ultimi (e costosi) modelli dispongono di moduli fotografici con teleobiettivi “a periscopio”, l’ingrandimento effettivo di questi dispositivi è del tutto insufficiente per la ripresa di animali selvatici o di soggetti a lunga distanza.

Come hai potuto constatare, buona parte dei difetti sono ormai superati dai modelli di ultima generazione.

In sintesi, noi fotografi non possiamo più considerare lo smartphone un semplice ripiego: praticità, semplicità operativa, possibilità di ritocco “on the go” e di immediata condivisione ne fanno uno strumento di lavoro imprescindibile per i blogger, gli influencer e gli stessi fotografi. Con alcune accortezze, sarete sorpresi dalla qualità dei risultati che potrete ottenere. Sono sempre più frequenti, a questo proposito, mostre fotografiche con stampe fine art di grandi dimensioni, realizzate a partire dai file generate da uno smartphone.

Le immagini che accompagnano questo articolo sono state scattate con modelli già piuttosto datati: Samsung S6 e Huawei P20 pro

Se ti è piaciuto questo articolo, troverai interessante anche i “12 consigli per la fotografia con lo smartphone”

 

Leave a Reply