15 consigli per fotografare il mare

 

Con la stagione balneare alle porte, fotografie di paesaggi marini tornano a riempire le nostre schede di memoria…..In realtà ogni stagione si presta alla realizzazione di immagini che abbiano il mare come elemento caratterizzante. Vediamo una serie di consigli e di suggerimenti, per aumentare l’impatto visivo delle vostre fotografie.

 

1) PROGRAMMIAMO I NOSTRI SCATTI

La prima cosa da fare è quella di individuare il posto giusto. E’ possibile effettuare questa operazione compiendo una ricerca su internet, per trovare immagini e consigli di fotografi che hanno già visitato una determinata zona. Oppure mettendo gli stivali gommati per effettuare un vero e proprio sopralluogo a piedi. Può essere utile in questi casi portarsi uno smartphone col quale documentare gli scorci e le posizioni più interessanti, magari cercando punti di ripresa e prospettive inusuali.

Una volta individuata una particolare area, spaziamo con lo sguardo alla ricerca di elementi naturali caratterizzanti, quali formazioni rocciose, promontori, aree sabbiose, risacche, ciotoli, ecc. Allo stesso modo bisognerà individuare elementi di disturbo non naturali, per escluderli dalla composizione (piloni, viadotti, edifici brutti, ecc.)Portovenerefotografare il mare

2) CONTROLLIAMO LA PROSPETTIVA

Nelle riprese di insieme, mettiamo qualche elemento in primo piano, in modo particolare se utilizziamo un grandangolare. L’uso di una “quinta” conferisce all’immagine dinamismo e tridimensionalità. Le quinte naturali non mancano di certo: rocce, ciottoli, conchiglie, sabbia, vegetazione, ecc. Inoltre possiamo utilizzare particolari di barche, arredamento balneare (sdraio, ombrelloni, cabine), ecc.fotografare il marePloumanach, Bretagna

3) CERCHIAMO LA LUCE GIUSTA

Non è una considerazione banale, alcuni scorci sono illuminati meglio al mattino, altri nel tardo pomeriggio. Come sempre, cercheremo di evitare di fotografare nelle ore centrali della giornata, caratterizzate da una luce piatta, contrastata e verticale. Meglio l’illuminazione laterale radente del primo mattino o i caldi raggi del crepuscolo. Unica eccezione le immagini in cui si vuole mettere in risalto la limpidezza dell’acqua e del fondale: solo la luce perpendicolare del sole a mezzogiorno è in grado di conferire al colore del fondale la massima intensità.
Cosa fare? Una volta individuata la scena da riprendere, si tratterà di decidere qual è l’ora migliore per il nostro scatto in base alla direzione della luce. Si può cercare questa informazione sul web oppure, per chi dispone di un IPhone, acquistare  app come “Sun Locator”, che indicano con esattezza la traiettoria di sole e luna nell’arco delle 24 ore, fino a simulare la direzione della luce. Questo ci permetterà di essere al posto giusto con un adeguato anticipo.  La cosa non sarà sufficiente a garantirci uno scatto memorabile, perchè molto dipenderà dalle condizioni del cielo e del mare. In genere le immagini migliori si realizzano quando la scena non è piatta: cielo con nuvole più o meno minacciose, mare mosso. Cielo sereno e mare calmo difficilmente ci permetteranno di realizzare buone immagini.Stromboli, Eoliefotografare il mare

4) SFRUTTIAMO L’ORA BLU

Si definisce “ora blu” quel breve intervallo di tempo (in genere non più di mezz’ora) che intercorre tra il momento del tramonto ed il momento in cui la notte ha il definitivo sopravvento. E’ una luce avvolgente che può assumere tonalità e sfumature rosa, lilla o indaco a seconda del colore che caratterizza la volta celeste per effetto del tramonto: il cielo in pratica si comporta come un pannello riflettente e la proietta sul nostro soggetto. In questa fase si possono realizzare immagini di grande suggestione: il paesaggio tende verso tonalità più fredde rispetto alla caldissima luce che precede il tramonto, ma il cielo mantiene un intensa colorazione metallica, poco prima di divenire completamente nero e illeggibile. Possiamo approfittare della situazione per dar corso ad efficaci contrapposizioni  tra toni caldi e freddi.Vik, Islandafotografare il mare

5) CURIAMO IL BILANCIAMENTO DEL BIANCO

Se scattiamo in Raw (scelta consigliatissima), possiamo rimandare la regolazione di questo importante parametro ad un momento successivo allo scatto. Se scattiamo in Jpeg, evitiamo di farlo col bilanciamento del bianco impostato su automatico (AWB). Con questa impostazione, infatti, l’automatismo della macchina tende a neutralizzare gli slittamenti cromatici in modo da riprodurre ciò che è bianco come se fosse bianco: così facendo però perderemo la luce calda di un tramonto, o l’atmosfera plumbea di un paesaggio marino invernale, dominanti cromatiche indispensabili per caratterizzare la nostra immagine. Consigliamo quindi sempre, di impostare il bilanciamento su un valore fisso, quello della luce solare, così da evitare l’automatica cancellazione o attenuazione degli slittamenti cromatici.Vernazzafotografare il mare

6) STUDIAMO L’ANDAMENTO DELLE MAREE

In alcuni casi l’andamento delle maree (stagionale e giornaliero) può modificare completamente l’aspetto di una spiaggia o di una baia. L’alta marea può coprire completamente alcuni elementi caotici presenti sulla scena da riprendere, a tutto vantaggio della pulizia dell’immagine. Però può anche sommergere completamente rocce, alghe, aree sabbiose. Con la bassa marea, ad esempio, il ritirarsi del mare tende a formare piccole pozze in cui si riflette il cielo, ricche di conchiglie, stelle marine e altre piccole gemme nascoste. E’ possibile consultare App o siti per informarsi sull’andamento delle maree nelle diverse località, ma è in ogni caso consigliabile visitare l’area che ci interessa nei momenti di minimo e massimo flusso per valutare quale possa essere lo scenario migliore.Roscoff, Bretagnafotografare il mare

7) PRESTIAMO ATTENZIONE ALLA COMPOSIZIONE

Ci sono alcune regole semplici da seguire, per migliorare l’impatto visivo delle nostre immagini. La prima è la classica “regola dei terzi”, con la quale ci abitueremo a non collocare il soggetto o la linea dell’orizzonte al centro dell’inquadratura: tracciando due linee verticali e due orizzontali divideremo l’area inquadrata in 9 settori, generando 4 punti di intersezione (detti “punti forti”), sui quali dovremo posizionare il nostro soggetto. Per la linea dell’orizzonte, possiamo decidere se collocarla sul terzo superiore (2 terzi di mare e un terzo di cielo), su quello inferiore (2 terzi di cielo, se è particolarmente suggestivo) o farla sparire del tutto, inquadrando solo mare e rocce. Prestiamo molta attenzione alle linee verticali, orizzontali e diagonali ed alla prospettiva. Se ci sono elementi a sviluppo verticale (come fari, alberi di imbarcazioni, ecc.), mettiamoli al punto giusto: spezzeranno la monotonia di una scena orizzontale aumentandone la vivacità. Ogni tanto però abbandoneremo le tradizionali regole di composizione per sperimentate qualcosa di inusuale: inquadrature diagonali, punti di ripresa a contatto del suolo, sfocature selettive, mossi creativi, ecc.

Camoglifotografare il mare

 

8) UTILIZZIAMO SEMPRE CAVALLETTO E LIVE VIEW

 L’uso del cavalletto, in abbinamento alla funzione live view, ci consentirà un approccio più attento e meditato ed uno studio più rigoroso della composizione. Inoltre il treppiede ci metterà nelle condizioni di applicare nel modo più rigoroso e professionale alcune tecniche moderne rese possibili dall’avvento del digitale: la fotografia panoramica creata con la giunzione di più scatti, l’High Dynamic Range, per aumentare la “gamma dinamica” attraverso la fusione di immagini diversamente esposte, il Focus Stacking, per aumentare la Profondità di Campo attraverso la fusioni di più immagini messe a fuoco su punti diversi.

fotografare il mareUtakleiv beach, Lofoten

 

9) ANDIAMO A CACCIA DI TEMPESTE!

Una volta scelto il luogo ed il momento migliore per scattare (in base alla marea ed alla posizione del sole), si tratta solo di attendere le condizioni meteorologiche più propizie: come si è accennato in precedenza, queste difficilmente coincideranno col bel tempo: un cielo del tutto privo di nuvole difficilmente ci consentirà di produrre immagini interessanti. Molto meglio controllare le previsioni del tempo ed anticipare l’arrivo di una tempesta, o la fine di un temporale. I momenti di passaggio dal bello al brutto, e viceversa, generano spesso drammatici giochi di luce, mentre il mare mosso o agitato è certamente più fotogenico di un mare liscio come l’olio. Quali che siano le condizioni meteo, assicuriamoci di essere abbigliati in modo adeguato: questo significa vestirsi a cipolla e prevedere un buon capo impermeabile. Dotarsi di crema solare, occhiali e cappello protettivo, per evitare insolazioni. Assicurarsi anche che l’attrezzatura sia adeguatamente protetta: la salsedine ha un forte potere corrosivo ed è importante pulire le macchine con un panno umido, dopo l’uso. Una soluzione economica per proteggere macchina e obiettivo è quella di utilizzare sacchetti da frigo trasparenti, tagliati sul fondo e assicurati tramite elastici. Un filtro UV di protezione sulla lente frontale dell’ottica è decisamente consigliabile, se si è esposti a spruzzi di acqua salata.Tellarofotografare il mare

10) SCEGLIAMO LE IMPOSTAZIONI PIU’ ADATTE

In termini di formato file, consigliamo la scelta RAW + Jpeg leggero. Il formato RAW nativo infatti consente non solo di calibrare il bilanciamento del bianco in un momento successivo allo scatto, ma  è soprattutto caratterizzato da una maggiore gamma dinamica (+ 2 stop circa rispetto al Jpeg): ciò permetterà di recuperare eventuali errori di esposizione in fase di “conversione”, estraendo ad esempio i dettagli da un cielo che sul monitor ci sembrava “bruciato”, o dettagli nascosti nelle ombre chiuse. Grazie al Raw è anche possibile applicare la tecnica HDR a partire da un solo file, sempre che sia stato correttamente esposto: in poche parole “svilupperemo” due volte lo stesso file applicando correzioni di +1 stop e -1 stop, al fine di generare due file diversamente esposti da assemblare successivamente in post-produzione.Fuerteventura, Spagnafotografare il mare

 

Impostiamo valori ISO bassi (100 – 200), perchè sono quelli che assicurano la maggiore “lavorabilità” del file.  Lavoriamo coi diaframmi centrali,  5,6 – 8 – 11, che sono quelli in cui gli obiettivi raggiungono la massima nitidezza. Evitiamo di ricorrere ai diaframmi più chiusi (16 – 22) perchè causano una perdita di nitidezza (fenomeno ottico della diffrazione). Se vogliamo allungare il tempo di posa, meglio fermarsi a f.11 e togliere luce usando filtri Neutral Density (ND8 – ND64 – ND1000).
Ricorriamo alla funzione “braketing” per avere più scatti della stessa inquadratura, con esposizioni differenziate. Questo ci metterà al riparo da eventuali errori di lettura dell’esposizione e ci consentirà di avere il materiale per poter unire digitalmente più scatti, rendendo possibile la realizzazione di immagini con una gamma dinamica molto più estesa rispetto alle capacità del sensore. Si veda a questo proposito il punto successivo. Camoglifotografare il mare

11) UTILIZZIAMO I FILTRI O L’HDR

Per gestire scene caratterizzate da grandi differenze di luminosità tra zone chiare e zone scure. Un Paesaggio marino è spesso caratterizzato da forti differenze di illuminazione tra cielo e mare.  Questa differenza non è gestibile dai  sensori digitali, col risultato che dovremo scegliere tra un cielo “bruciato” ed un primo piano in silhouette. Con un filtro degradante grigio, ad esempio, tolgo luminosità al cielo, riducendo la differenza tra minima e massima luminosità all’interno di un intervallo che può essere gestito dal sensore (gamma dinamica). Ricordiamo che questo intervallo (range) può variare in base al tipo di sensore ed alla sensibilità ISO. Alla minima sensibilità ISO impostata avremo – per un dato sensore – la massima gamma dinamica.

In genere:

 Compatta e file Jpeg= 7 stop di gamma dinamica

  • Reflex APS e file Jpeg= 9-10 stop
  • Reflex full frame e file Jpeg = 10-11 stop
  • Reflex full frame e file RAW = 13 stop
  • Full frame Sony A7R3-4 / Canon R5-6 / NIKON D850, Z6-7 = 14 stop
  • Con la tecnica dell’High Dynamic Range si assemblano digitalmente file caratterizzati da esposizioni differenti, in modo da poter registrare nella stessa immagine sia i dettagli presenti nelle zone fortemente illuminate (es. il cielo) che quelli presenti nelle zone di bassa luminosità (es. rocce in controluce).Per un approfondimento, rimandiamo all’articolo sull’esposizione
Camoglifotografare il mare

 

12) PROVIAMO SCATTI PANORAMICI

Con una macchina digitale è relativamente semplice assemblare più scatti, eseguiti ruotando la macchina fotografica sull’asse orizzontale, in modo da poter abbracciare un angolo di campo più ampio di quello dell’obiettivo. L’angolo di campo abbracciato da un 24 mm (sul full frame) è di 84°. Se però uniamo 3 scatti, potremo facilmente superare i 180° (considerando una parziale sovrapposizione delle singole immagini). Rimandando agli articoli specializzati sulla fotografia panoramica ogni approfondimento, ricordiamo che:

  • meglio eseguire i diversi scatti con macchina montata su un treppiede in bolla (anche se funzioni come Photomerge di Photoshop o programmi come Panoramamaker sono in grado di allineare con sorprendente precisioni scatti eseguiti a mano libera!)
  • impostiamo manualmente i valori di esposizione, bilanciamento e messa a fuoco, che dovranno essere necessariamente gli stessi per tutti gli scatti
  • scattiamo con inquadratura verticale (portrait), per agevolare l’allineamento successivo dei singoli file ed evitare di produrre strisce esageratamente allungate. Una buona panoramica difficilmente supera il rapporto 18:9
Tellaro fotografare il mare

 

13) RICORRIAMO AL “MOSSO CREATIVO”

Il movimento dell’acqua è particolarmente suggestivo: impiegando tempi di posa lunghi le onde od il movimento della risacca  risulteranno come  “pennellati” sull’immagine, dando vita ad una sorta di effetto – nebbia. Mediante l’uso di filtri ND (neutral density) grigi è possibile far giungere sul sensore una minore quantità di luce, impiegando tempi di posa molto più lunghi del normale. Con un filtro ND 16 dovremo aumentare l’esposizione di 16 volte rispetto alla foto fatta senza filtro, il che equivale a spostarsi di 4 valori lungo la scala dei tempi. Anziché 1/30 s, col filtro dovremo utilizzare mezzo secondo, con un effetto di movimento delle onde molto più accentuato.

 

Stromboli, Eoliefotografare il mare

14) PROVIAMO IMMAGINI NOTTURNE

Si tratta di immagini di non facile realizzazione ma estremamente suggestive. Consigliamo di includere nell’inquadratura dei punti luce artificiale (la luce di un’abitazione in riva al mare, di un faro o di una nave), che si contrappongano all’atmosfera plumbea circostante. Le immagini migliori si realizzano quando l’oscurità non è ancora totale, o quando il paesaggio è illuminato dalla luna piena. Con tempi di posa superiori ai 30 secondi si dovrà ricorrere alla posa “B”, bloccando l’otturatore in posizione aperta con l’ausilio di uno scatto remoto. In questi casi le stelle lasceranno una striscia più o meno lunga ed il mare sembrerà una coltre nebbiosa.Vernazza fotografare il mare

 

15) PROVIAMO AD “ANDARE OLTRE” DANDO SFOGO ALLA NOSTRA CREATIVITA’

“Lo spettacolo del mare fa sempre una profonda impressione. Esso è l’immagine di quell’infinito che attira senza posa il pensiero, e nel quale senza posa il pensiero va a perdersi” (Madame de Staël)


Cerchiamo di superare l’approccio meramente descrittivo per dar vita ad immagini-suggestione dal prevalente contenuto emozionale: attraverso l’uso del mosso, di tecniche di picture-painting, delle lunghe o doppie esposizioni, del flou o dello sfuocato, di solarizzazioni, elaborazioni, high e low key.fotografare il marefotografare il marefotografare il mare